È arrivato il parere positivo della Commissione Via del ministero dell’Ambiente alla riconversione a carbone pulito della centrale Enel di Porto Tolle. A comunicarlo è lo stesso ministero di via Cristoforo Colombo: “A quattro anni dalla prima richiesta dell’Enel, la Commissione per la Valutazione di Impatto Ambientale (Via) ha espresso oggi parere positivo con prescrizioni sul progetto di riconversione della Centrale di Porto Tolle dall’alimentazione ad olio pesante a quella a ‘carbone pulito’. Dal punto di vista ambientale – spiega il ministero – con la riconversione si ottiene una sostanziale riduzione delle emissioni rispetto al passato. Dal punto di vista economico ci sarà un vantaggio per la bolletta energetica visto che il ‘carbone pulito’ costa meno degli idrocarburi”. La decisione arriva dopo che questa mattina per protestare contro l’impianto veneto Greenpeace e Legambiente avevano srotolato uno striscione di nove metri dalle finestre del ministero dell’Ambiente per dire “no al carbone” e lo stop a “dieci milioni di tonnellate di emissioni di CO2” contrari secondo le associazioni agli obiettivi europei di riduzione dell’anidride carbonica al 2020 e alle stesse parole del ministro Stefania Prestigiacomo annunciate qualche giorno fa al G8 Ambiente sui mutamenti climatici, dove aveva sottolineato “la necessità e l’urgenza di interventi di riduzione dei gas climalteranti”, spiegano Greenpeace e Legambiente parlando di “atteggiamento veramente schizofrenico da parte del nostro governo”.

Stesso discorso per gli Ecodem che parlano di un “rischio di emergenza ambientale”. Sul piede di guerra, ma per il motivo opposto, i lavoratori della centrale di Porto Tolle, venuti anch’essi a manifestare a Roma: “Crediamo in questo progetto concepito con le migliori tecnologie disponibili e secondo le normative vigenti” e “la nuova centrale è strategica per il paese” gli slogan dei lavoratori consapevoli che il piano da tremila assunzioni annunciato ieri da Enel possa essere anche “fondamentale per il futuro dei nostri figli”. Il via libera alla riconversione arriva anche sulla scia della norma sblocca-centrali contenuta nel dl incentivi che stabiliva la riconversione degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a olio combustibile – in esercizio al momento dell’entrata in vigore del dl – “al fine di consentirne l’alimentazione a carbone o altro combustibile solido”. Il tutto in deroga alle vigenti disposizioni di leggi nazionale e regionali che prevedono limiti di localizzazione territoriali” ma solo nel caso che la “riconversione assicuri l’abbattimento delle loro emissioni di almeno il 50 per cento”. Un taglio che Enel ha sempre assicurato – in modo anche più consistente – grazie a una serie di accorgimenti tecnologici sperimentati anche nella centrale di Civitavecchia. A giorni, comunque, arriverà la firma del ministro dell’Ambiente al decreto di compatibilità ambientale.
Fonte: Il Velino – http://www.ilvelino.it/













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